New “Chi soffre di dolore pelvico e perineale sa di cosa sto parlando: un dolore che fa sì che tu diventi il tuo stesso dolore; arriva spesso improvviso, sicuramente inaspettato, di certo sconosciuto a chi lo prova per la prima volta. In ogni istante della giornata sei in sua balìa e concentri tutta te stessa solo e soltanto nel trovare una risposta a questa semplicissima domanda: “cosa mi sta succedendo, cosa è capitato al mio corpo tanto da devastare la mia quotidianità, il mio lavoro, la mia vita sessuale, affettiva e sociale?”
Quando incontrai Flavia Mahnic, io mi trovavo in questa situazione; avevo alle spalle visite specialistiche di ogni tipo, passata al setaccio da analisi che escludessero ogni genere di patologia, assunto farmaci quasi sempre inefficaci. Insomma ero sfinita soprattutto psicologicamente, anzi, come Flavia stessa ebbe poi a dirmi, “accartocciata” su me stessa, non tanto e non solo per il dolore fisico che continuavo a provare ma soprattutto perché “impaurita” nei confronti di qualcosa di inspiegabile che stavo vivendo, qualcosa di vero e reale che però non aveva agli occhi degli altri un nome, un riscontro, una causa.
La prima cosa che mi colpì di Flavia fu la sua finissima capacità di ascolto: con sensibilità, rispetto e delicatezza mi ha consentito di cominciare a parlarle di me, di come mi sentivo, di come stavo vivendo. Capii subito che le domande che mi rivolgeva non erano prese da un formulario tecnico per gli addetti ai lavori ma nascevano da un autentico e umano interesse per la mia persona e la mia sofferenza; di nuovo, dopo tanto tempo, tornavo ad essere io, una donna, ascoltata e accolta, che poteva finalmente esprimere il suo vissuto senza sentirsi giudicata, fraintesa o, peggio, derisa e compatita.
L’altro aspetto che mi preme sottolineare del nostro rapporto terapeuta-paziente è quello della fiducia, parola davvero cardine nel nostro percorso; fiducia che non solo io ho riposto in lei, ma soprattutto che lei ha riposto in me. Questo è stato importantissimo: mi ha insegnato che io potevo, anzi dovevo, farcela. Lei mi avrebbe sempre sostenuto per tutto il tempo necessario ma ero io, in prima persona, che dovevo esserci e crederci con tutta me stessa. Dovevo quindi essere disposta a mettermi in gioco, guardandomi dentro con coraggio, portando in superficie aspetti e ricordi anche brutti e dolorosi della mia vita. Quanti momenti di autentica, reciproca commozione, lacrime e sorrisi, abbiamo vissuto insieme per arrivare a tutto questo! Psiche e corpo, dimensione emozionale e fisica, sono davvero un tutt’uno, se uno soffre, l’altro non può stare bene e viceversa.
Con grande rispetto e delicatezza Flavia mi ha anche insegnato a conoscere meglio il mio corpo e, nel caso specifico del dolore pelvico, la “mappa” della zona perineale e genitale. Durante le sedute di fisioterapia, infatti, mi ha sempre spiegato, passo passo, quello che stava facendo e perché lo faceva e cosa voleva ottenere: distendendo piano piano le mie fibre contratte, dava un nome a ciascun nervo, muscolo, tendine su cui stava operando; in questo modo abbiamo lavorato insieme, collaborando per lo stesso obiettivo nel quale io ero non solo coinvolta ma protagonista. Imparando a conoscere meglio queste zone del mio corpo, spesso considerate tabù, ho imparato anche ad avere maggior controllo del dolore, proprio perché potevo individuare concretamente la provenienza.
In conclusione: so con certezza che non sarei arrivata a stare meglio come oggi sto, se non ci fosse stata Flavia al mio fianco, una persona che nella sua professione mette e dà tutta se stessa: mente ed anima, mani e cuore, conoscenza e umanità vibrante.
A te, Flavia, il mio grazie.”
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